Sostenibilità e Sviluppo Sostenibile: Significato, Obiettivi, Esempi

Cosa sono la sosteninilità e lo sviluppo sostenibile? Qual è il loro significato? Ci sono esempi di sostenibilità e sviluppo sostenibile in settori come l’informatica, la produzione, i trasporti e l’agricoltura? Quali sono i 3 principi di sostenibilità? Cos’è l’economia circolare? Che cos’è la sostenibilità aziendale e quali sono le principali sfide per raggiungere un modello di business sostenibile? Quali sfide e opportunità ci sono per le piccole imprese che vogliono diventare più sostenibili? 

Questo articolo ti darà tutte le risposte che stai cercando, offrendoti un’introduzione completa allo sviluppo sostenibile e alla sostenibilità riportando anche esempi di strategie di sviluppo sostenibile di successo.

Per poter comprendere il concetto di sviluppo sostenibile è opportuno prima di tutto capire cosa si intende per sostenibilità.

Introduction to sustainable development and sustainability

Cos’è la sostenibilità? La definizione di sostenibile

Cos’è la Sostenibilità?Cos’è lo Sviluppo Sostenibile?3 Pilastri dello Sviluppo Sostenibile
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La sostenibilità rappresenta la capacità di mantenere pressoché indefinitamente un certo livello. Nella società moderna la sostenibilità si riferisce tipicamente alla capacità di sostenere su base continuativa una certa qualità della vita, di crescita economica o un altro status quo socio-economico o ambientale.

Una celebre definizione di sostenibilità è contenuta dal rapporto Brundtland, intitolato “Our Common Future” e pubblicato dalle Nazioni Unite nel 1987: “soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”.

Un altro modo alternativo per definire il concetto di sostenibilità come la si intende oggi è la capacità della biosfera di coesistere con la specie umana.

Ecologisti e ambientalisti usano definire ciò che è sostenibile in un modo leggermente diverso: essi osservano che l’ambiente naturale tende sempre a raggiungere l’equilibrio bilanciando le risorse disponibili e le diverse specie. Secondo questa definizione, la sostenibilità umana può essere ottenuta solo se non si esauriscono le risorse naturali disponibili più velocemente di quanto possano rigenerarsi in modo naturale sul nostro pianeta.

Ti starai chiedendo, come posso far in modo di avere uno stile di vita sostenibile? Puoi raggiungere questo obiettivo seguendo i principi espressi delle 6 R della sostenibilità: ripensare, rifiutare, ridurre, riutilizzare, riparare, riciclare. Le 6 R offrono un modo per ricordarti in modo semplice come puoi praticare la sostenibilità nella vita quotidiana. Con la consapevolezza che, per ottenere risultati significativi, ognuno di noi dovrebbe fare la propria parte e avere uno stile di vita più sostenibile, puntando a zero sprechi e riducendo al minimo il consumo di cose non veramente necessarie.

Etimologia Della “Sostenibilità

Per comprendere appieno il significato di una parola è sempre utile conoscerne l’origine e il concetto originario che ne sta alla base. Diamo quindi un’occhiata all’etimologia della parola “sostenibilità”: essa deriva dal verbo latino sustentāre, che significa “sostenere”, “reggere”, “tenere alto” o “curare”. Il verbo ha origine da sub-tenere, che significa prendere dal basso, seguito poi da bili-tà, elementi che derivano dalla parola “possibilità”, dando quindi un senso di opportunità.

La parola “sostenibile” assume invece la forma di aggettivo utilizzando il suffisso -bile, che ha origine dal suffisso latino -bĭlis.

L’ origine della parola “sostenibilità” suggerisce anche un equilibrio tra la forza che sostiene un oggetto e il suo peso, che invece lo spinge verso il basso. Questo si ritrova anche nell’idea di sostenibilità espressa come equilibrio tra elementi naturali come suggerito da ambientalisti ed ecologisti.

Infine, molti guardano alla sostenibilità come definita dai tre domini, principi o pilastri interconnessi di società, economia e ambiente. Secondo questa definizione, per essere sostenibili, è necessario raggiungere un certo equilibrio tra i 3 principi.

In interpretazioni più grossolane di questa visione sistemica, questi tre domini hanno tutti la stessa importanza e dovrebbero essere bilanciati allo stesso modo. Altre interpretazioni invece preferire attribuiscono pesi diversi ai tre principi.

sostenibilità: si tratta di una idea moderna?

L’idea di sostenibilità, sebbene sia stata notevolmente sviluppata ed approfondita negli ultimi decenni, non è affatto nuova. Infatti alcune culture antiche avevano già un approccio consapevole all’uso delle risorse nelle loro tradizioni, come ad esempio i Maori della Nuova Zelanda, così come altre popolazioni dell’Oceania, del Mali e dell’India.

Più recentemente, dopo il 1662, a causa della preoccupazione causata dall’esaurimento del legname in Inghilterra, piantare alberi iniziò a essere considerato una sorta di dovere nazionale. Ciò ha poi portato allo sviluppo di piani per la gestione sostenibile delle foreste anche in Europa.

Ora analizziamo più in dettaglio due esempi storici di insostenibilità: la deforestazione nelle isole Mauritius e l’agricoltura insostenibile della civiltà Maya nella penisola dello Yucatan.

Esempio di insostenibilità: la deforestazione delle isole Mauritius

Numerosi sono gli esempi delle conseguenze dell’uso eccessivo delle risorse naturali nella storia, come il caso dell’esaurimento della foresta delle isole Mauritius, che fu abbattuta quasi completamente tra il 1639 e il 1875.

La massiccia deforestazione fu talmente estesa che portò anche a problemi di approvvigionamento idrico e per questo motivo nel 1880 fu attuato un piano di riforestazione. Con il rimboschimento, furono introdotte nuove specie di alberi sull’isola, mentre la foresta autoctona andò per lo più perduta per sempre. Oggi solo il 2% della foresta di Mauritius è autoctona, mentre il resto è composto da specie importate.

Ricerche recenti di SJ Norder e altri suggeriscono che la massiccia deforestazione delle isole Mauritius ha ancora oggi un effetto sulla ridotta fertilità del suolo di alcune aree dell’isola. Questo è solo un altro esempio di come uno sviluppo insostenibile possa portare a conseguenze significative anche a lungo termine.

Riforestazione nell'isola di Mauritius: la foresta oggi
Riforestazione nelle isole Mauritius: la foresta oggi

Esempio di insostenibilità: le tecniche agricole dei Maya

Un altro esempio popolare è rappresentato dalla civiltà Maya, nella penisola dello Yucatan, in Messico. Ben prima dell’arrivo degli europei nella regione la civiltà Maya erana già in declino a causa dalle sue pratiche agricole insostenibili. La popolazione Maya faceva molto affidamento sulla coltura del mais, ma questa veniva coltivata in modo insostenibile: crescenti porzioni della foresta (da cui la popolazione dipendeva per le risorse) venivano costantemente abbattute e bruciate per far largo a nuove coltivazioni di mais.

Ciò è continuato fino a quando la maggior parte della foresta nella penisola dello Yucatan fu bruciata e diventò difficile produrre abbastanza mais per sfamare la popolazione. Questa esperienza storica dovrebbe servirci per ricordare che, se insistiamo nell’utilizzo di pratiche non sostenibili, prima o poi ne subiremo anche le conseguenze.

Chichen Itza - Yucatan
Chichen Itza – Penisola dello Yucatan, Messico

cos’è lo sviluppo sostenibile?

Cos’è la Sostenibilità?Cos’è lo Sviluppo Sostenibile?3 Pilastri dello Sviluppo Sostenibile
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Cos’è lo sviluppo sostenibile? In questi paragrafi esamineremo il significato di sviluppo sostenibile, la sua definizione, così come gli obiettivi fissati dalle Nazioni Unite per il 2030. Poi nella prossima sezione, vedremo come è possibile raggiungere lo sviluppo sostenibile: quando tutti e 3 i principi della sostenibilità sono soddisfatti.

Sviluppo sostenibile significa soddisfare le esigenze di sviluppo umano e di crescita economica senza compromettere la capacità degli ecosistemi di fornire le risorse necessarie. Lo sviluppo sostenibile è spesso visto come un principio organizzativo necessario per raggiungere la sostenibilità.

Qual è la differenza tra sostenibilità e sviluppo sostenibile? Mentre la sostenibilità guarda più al presente, lo sviluppo sostenibile è più orientato alla pianificazione ed attuazione a lungo termine di questa visione. Inoltre, includendo l’idea di “sviluppo” unita alla sostenibilità, lo sviluppo sostenibile mira non solo a mantenere l’attuale qualità della vita nel mondo, ma anche a migliorarla e allo stesso tempo ridurre l’impatto ambientale.

Nazioni Unite: I 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile

Nazioni Unite, Agenda 2030: 17 Obbiettivi Di Sviluppo Sostenibile
Nazioni Unite, Agenda 2030: 17 Obbiettivi Di Sviluppo Sostenibile

Dopo il Rapporto Brundtland, la definizione di sviluppo sostenibile si è ulteriormente evoluta per allargarsi anche ai concetti di inclusività e crescita economica sostenibile per il pianeta. Questa evoluzione ha portato agli attuali 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) [2] pubblicati dalle Nazioni Unite nell’agenda 2030:

  1. Porre fine alla povertà
  2. Eliminare la fame nel mondo
  3. Buona salute e benessere
  4. Istruzione di qualità
  5. Uguaglianza
  6. Acqua pulita e servizi igienici
  7. Energia pulita ed economica
  8. Lavoro dignitoso e crescita economica
  9. Industria, innovazione e infrastrutture
  10. Ridurre le disuguaglianze
  11. Città e comunità sostenibili
  12. Consumo e produzione responsabili
  13. Agire contro i cambiamenti climatici
  14. Preservare la vita negli oceani
  15. Preservare la vita sulla terraferma
  16. Pace, giustizia e istituzioni forti
  17. Partnership necessarie per il raggiungimento degli obiettivi

Tali obiettivi sono monitorati annualmente dalle Nazioni Unite nel loro Forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile. Per comodità è disponibile anche uno strumento di monitoraggio che viene utilizzato per responsabilizzare governi, imprese ed opinione pubblica, ricordando a tutti che c’è ancora molto da fare per poter raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030.

Spesso ci capita di ricevere domande sull’importanza dello sviluppo sostenibile e sul perché questo problema sia così importante, per approfondire questo argomento, clicca il link per accedere ad un nostro articolo a riguardo.

Critiche al concetto di sviluppo sostenibile

Alcuni critici sostengono che l’idea di sviluppo sostenibile contenga una contraddizione intrinseca, perché unisce l’idea di una maggiore qualità della vita (sviluppo) e utilizzo di meno risorse. Il difetto di questa critica è che non si tiene conto dei miglioramenti nell’efficienza di utilizzo delle risorse naturali, ottenuto grazie al progresso offerto della moderna tecnologia. Per queste ragioni, l’idea di sviluppo sostenibile è per lo più accettata come realizzabile e adottata anche da organizzazioni internazionali come l’ONU.

I tre Pilastri Dello SVILUPPO SOSTENIBILE: PERSONE, PROFITTO, PIANETA

Cos’è la Sostenibilità?Cos’è lo Sviluppo Sostenibile?3 Pilastri dello Sviluppo Sostenibile
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Quali sono i tre pilastri dello sviluppo sostenibile? I 3 pilastri o principi della sostenibilità, come delineato anche nella Dichiarazione del Millennio fatta dalle Nazioni Unite, sono: economia, società e l’ambiente. Questi sono spesso indicati anche come persone, profitto, pianeta. Secondo questa definizione, i tre pilastri dello sviluppo sostenibile sono visti come interagenti tra di loro allo stesso livello e lo sviluppo sostenibile risiede all’intersezione dei 3.

Cos'è lo sviluppo sostenibile: i tre pilastri dello sviluppo sostenibile
Tre pilastri dello sviluppo sostenibile

Interpretazioni più sofisticate riconoscono che i tre pilastri (persone, profitto, pianeta) non sono tutti allo stesso livello ma esiste una gerarchia, in cui l’economia è contenuta nella la società e la società stessa è contenuta nell’ambiente.

Gerarchia dei tre principi della sostenibilità
Gerarchia dei tre principi della sostenibilità

I 3 principi di sostenibilità o 3 P sono stati utilizzati come guida per definire diversi standard e certificazioni. Questi includono Fairtrade, Rainforest Alliance, GLOBALG.AP e UTZ Certified, che abbracciano settori come l’agricoltura, la pesca, la gestione forestale e le operazioni minerarie.

Tali certificazioni svolgono un ruolo importante solo nel misurare oggettivamente l’aderenza a pratiche commerciali sostenibili, ma anche nel comunicare al consumatore quali articoli sono fabbricati o prodotti in modo sostenibile.

Negli ultimi anni l’opinione pubblica è diventata sempre più consapevole dell’importanza dello sviluppo sostenibile, con conseguente deterioramento della reputazione di aziende che mantengono un approccio miope incentrato esclusivamente sul profitto senza tenere in considerazione l’ambiente. Ciò ha portato ad un numero sempre crescente di imprese che si impegnano a raggiungere obiettivi di sostenibilità e sviluppo sostenibile entro i prossimi anni. Questi obiettivi vanno dall’impegno a zero emissioni per la lotta ai cambiamenti climatici all’implementazione di una industria etica, inclusività ed altro ancora.

1° Pilastro – Ecosostenibilità Ambientale: Il Pianeta

Pale eoliche - Sostenibilità Ambientale

L’ecosostenibilità ambientale è un tipo di sostenibilità che coinvolge la gestione del territorio, delle acque dolci, degli oceani, delle foreste e dell’atmosfera. Questo pilastro dello sviluppo sostenibile implica la gestione diretta dell’ambiente ed interventi sui consumi.

La gestione ambientale implica l’uso delle scienze ambientali e della biologia della conservazione per gestire ad alto livello l’allocazione di risorse come terreni, acqua ed emissioni per raggiungere un futuro sostenibile. Questo processo tiene conto anche della resilienza degli ecosistemi e della loro capacità di assorbire i “disturbi” causati dalle attività umane.

L’altro approccio è quello di gestire il lato della domanda di risorse necessarie per le attività umane. Questo include:

  • Consumo di energia: incentivare la migrazione verso le fonti rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica.
  • Gestione dei rifiuti: allontanarsi da un modello lineare (dove i materiali finiscono sistematicamente in discarica) e promuovere un percorso di economia circolare, dove si ricicli il più possibile.
  • Cibo: promuovere diete più sane e sostenibili, come la dieta mediterranea o giapponese, che facciano meno uso di prodotti animali.
  • Acqua dolce: l’efficienza degli impianti è migliorata potenziando le infrastrutture e utilizzando le nuove tecnologie, soprattutto in agricoltura. Questo include anche la gestione della domanda: educando il pubblico al corretto uso di questa preziosa e limitata risorsa.
  • Ridurre le emissioni di CO2: facendo ampio uso di fonti rinnovabili, migliorando l’efficienza energetica e utilizzando nuove tecnologie.
  • Popolazione: le statistiche dimostrano che la maggior parte della crescita della popolazione mondiale proviene dalle aree più povere del pianeta. Allo stesso tempo, la popolazione delle nazioni più sviluppate rimane per lo più stagnante o in leggero calo. Promuovere l’uguaglianza e migliori condizioni di vita per i poveri non è solo etico, ma può anche contribuire a ridurre il tasso di crescita globale della popolazione.
  • Pianificazione urbana: una corretta pianificazione degli spazi urbani e delle infrastrutture può aiutare a raggiungere stili di vita più sostenibili.

2° Pilastro – Sostenibilità economica: il profitto

Sostenibilità Economica

Il profitto è essenziale per l’esistenza di un’impresa: un’azienda deve generare un ritorno economico per essere sostenibile. Allo stesso tempo, l’imprenditore sostenibile dovrebbe considerare la redditività solo come una componente della strategia aziendale. Un leader aziendale consapevole che punta alla sostenibilità e allo sviluppo sostenibile dovrebbe incoraggiare una cultura più equilibrata, in cui vengono presi in considerazione anche i fattori sociali e ambientali insieme alla redditività.

Tenere presente i limiti delle risorse del pianeta è fondamentale, soprattutto considerando che l’attuale modello economico è ancora basato su una crescita esponenziale “infinita”. Non si tiene conto delle limitate risorse disponibili nell’ambiente: questo è il problema principale che si deve affrontare quando si cerca di raggiungere la sostenibilità economica. Ovviamente, non può esserci crescita economica a lungo termine se esauriamo tutte le risorse naturali disponibili.

Il sistema capitalista basato sul libero mercato è uno strumento incredibilmente efficace per migliorare gli standard di vita, ma questo modello non tiene conto dei limiti del nostro pianeta: o meglio, non lo si fa finché non è già troppo tardi. Ad esempio, una fabbrica che utilizza risorse non rinnovabili non è penalizzata per questo e il danno fatto all’ambiente viene in qualche modo trasferito alla collettività, di conseguenza, il prezzo del prodotto finale non sarà influenzato dalle loro pratiche non sostenibili. In altre parole, l’azienda non ha un incentivo economico diretto ad adottare pratiche più sostenibili.

Un modo per aggirare questo problema consiste nell’utilizzare regolamenti governativi per incorporare nel prezzo finale i danni eventualmente causati all’ambiente. Questo può essere fatto attraverso un sistema di tassazione ed incentivi: il governo può imporre una tassa su pratiche non sostenibili, come emissioni o rifiuti eccessivi dispersi nell’ambiente, mentre può dare un sussidio alle imprese più virtuose.

Un altro concetto allo studio è l’opportunità di dissociare la crescita economica dal degrado dell’ambiente. Ciò significa che un aumento del PIL non significherebbe necessariamente una maggiore pressione sulla biodiversità e sui sistemi ecologici. Ciò ovviamente richiede una visione più a lungo termine dell’attività economica e lo sfruttamento delle più moderne tecnologie disponibili, ma al momento, sebbene realizzabile in alcuni casi, è una cosa difficile da ottenere a livello globale.

Negli ultimi anni, grazie anche alla maggiore consapevolezza ambientale del pubblico, hanno iniziato a prendere più piede pratiche commerciali più sostenibili. Ciò genera nuove opportunità per le imprese e le aziende interessate ad abbracciare un modello di business basato sullo sviluppo sostenibile.

Al giorno d’oggi molte imprese stanno cercando di migliorare la reputazione del proprio marchio incorporando la sostenibilità nella propria strategia aziendale. Questo sta portando a una nuova e più consapevole classe dirigente, che, spingendo sul miglioramento dell’efficienza dei diversi processi, è spesso in grado di migliorare anche la sostenibilità senza necessariamente aumentare il costo del prodotto finale (anzi, spesso si possono ridurre i costi, anche in modo considerevole).

Cos’è l’economia circolare?

L’ economia circolare è un nuovo modello di produzione e consumo che mira a migliorare la sostenibilità promuovendo: la condivisione, la riparazione, il ricondizionamento, il riutilizzo e infine il riciclo il più possibile di ogni prodotto. L’economia circolare mira a massimizzare l’uso dei prodotti, condividendoli e noleggiandoli invece di possederli: trasformando essenzialmente i prodotti in servizi. Pensa solo a quanti oggetti possiedi ma usi raramente, non avrebbe più senso noleggiarli solo quando necessario?

Un altro aspetto importante dell’economia circolare è il processo di progettazione. I prodotti dovrebbero essere progettati per essere duraturi, facili da riparare e riciclare quando il loro ciclo di vita giunge al termine. Per questo, avere un’economia circolare implica anche avere una filiera circolare.

Qual è la differenza tra economia circolare e lineare? I’economia circolare è esattamente l’opposto rispetto all’economia lineare. In un’economia lineare, tutte le risorse vengono estratte dall’ambiente per produrre beni che hanno un uso medio relativamente limitato e sono infine destinati a finire in discarica.

L’obiettivo di un’economia circolare è invece quello di creare un circuito chiuso, in cui la maggior parte delle risorse viene riutilizzata attraverso il riciclo e il prodotto viene utilizzato il più possibile, allungandone la vita attraverso la rigenerazione e il ricondizionamento. Anche nell’economia circolare ci sarà uno scarto residuo, ma questo sarà minimo rispetto ad un’economia lineare. Il grafico seguente illustra le differenze tra economie lineari e circolari.

Economia circolare VS economia lineare
Economia circolare VS Economia lineare

Critiche al concetto di economia circolare

Negli ultimi anni sono sorte numerose critiche al modello di economia circolare. Diamo una rapida panoramica di quelle più interessanti:

  • Alcuni criticano il fatto che l’economia circolare stia ancora privilegiando la crescita economica continua e stia solo cercando di migliorare la sostenibilità dell’attuale modello lineare senza affrontare realmente il problema di fondo.
  • Corvellec ed Hervé (2019) si concentrano sull’inevitabilità dei rifiuti, che in qualche modo dovrebbero essere considerati un sottoprodotto inevitabile della vita. Mentre nell’economia circolare, i rifiuti sono considerati un segno di fallimento.
  • Geyer e Zink (2017) mettono in discussione l’assunto centrale dell’economia circolare. Sostengono infatti che riutilizzare e riciclare non impediscono la produzione di nuovi beni per ragioni economiche che non vengono considerate nel modello economico circolare.
  • Forse la critica più interessante viene da Korhonen, Jouni; Honkasalo, Antero; Seppälä, Jyri (2018), che sostengono che il modello di economia circolare stia violando la seconda legge della termodinamica. Secondo questa legge fondamentale della fisica, tutti i processi spontanei tendono all’equilibrio e portano ad un aumento dell’entropia. In altre parole: quando si cerca di implementare l’economia circolare nel mondo reale, non sarà possibile riciclare o riutilizzare tutti i materiali. Riciclare tutti i materiali richiederebbe infatti sistemi che utilizzeranno più energia rispetto al valore delle risorse recuperate. Di conseguenza avremo sempre e comunque alcune parti dell’economia che continueranno a seguire il modello lineare.

Sebbene il concetto di economia circolare sia lungi dall’essere perfetto o la soluzione a tutti i nostri problemi ecologici, dobbiamo comunque riconoscere che non abbiamo scuse per non perseguire una maggiore ecosostenibilità nel modo in cui utilizziamo e produciamo le cose. A questo proposito, l’economia circolare sta aiutando a fornirci un modello per focalizzare l’attenzione sull’ottimizzazione del design del prodotto anche per ridurre l’impatto ambientale.

3° Pilastro – Sostenibilità sociale: le persone

Sostenibilità Sociale

La sostenibilità sociale comprende aspetti come la lotta alla povertà, la giustizia sociale, la pace, la promozione della diversità, la qualità della vita, l’accesso all’assistenza sanitaria, l’istruzione, lo sviluppo della comunità, il patrimonio culturale e alcuni aspetti della religione.

Purtroppo, questo è il concetto meno conosciuto e anche il più compreso rispetto alla sostenibilità ecologica ed economica. Tuttavia, il fattore sociale influenza tutte le attività umane e come tale è fortemente legato anche alle dimensioni economiche ed ecologiche della sostenibilità e dello sviluppo sostenibile.

Diamo un’occhiata più in dettaglio agli aspetti principali di questo tipo di sostenibilità:

  • pace, sicurezza e diritti umani sono componenti molto importanti della sostenibilità sociale, questo perché guerre, criminalità e pratiche non etiche non solo sprecano risorse preziose per attività distruttive, ma sono anche dannose per l’ambiente. Basti pensare a tutti gli inquinanti dispersi nell’ambiente durante le guerre o dalle fabbriche che utilizzano pratiche non etiche.
  • L’accesso all’assistenza sanitaria è un punto centrale del pilastro sociale. Molte questioni relative alla salute sono interconnesse all’ambiente e agli aspetti economici in generale. Infine, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si spinge fino a considerare lo sviluppo sostenibile impossibile da raggiungere senza occuparsi anche delle questioni legate alla salute.
  • Povertà e giustizia sociale: anche la povertà e la mancanza di giustizia sociale non consentono alla società di fare piani a lungo termine, riducendo in definitiva il benessere umano e danneggiando anche l’ambiente.
  • Influenza della religione e della cultura: la sostenibilità culturale si occupa di credenze, religione e conservazione del patrimonio. Gli aspetti culturali sono senza dubbio uno dei driver che possono aiutare a consentire lo sviluppo sostenibile. A questo proposito, gli ultimi anni hanno visto alcuni importanti contributi sul lato religioso che hanno aiutato ad attirare maggiore attenzione sull’argomento: sia il Dalai Lama che papa Francesco hanno chiesto maggiori responsabilità nella lotta al degrado ecologico e nella conservazione degli ecosistemi.

Altri concetti importanti

Per comprendere meglio i 3 pilastri dello sviluppo sostenibile dobbiamo considerare anche alcuni concetti aggiuntivi come i principali fattori che influenzano l’impatto umano sull’ambiente, la resilienza dell’ecosistema e l’impronta ecologica, o meglio, l’idea della “capacità di carico” della Terra. Nei prossimi paragrafi daremo una breve introduzione a questi principi e al ruolo che svolgono per la sostenibilità e lo sviluppo sostenibile.

Impatto umano sull’ambiente

L’ impatto umano sull’ambiente è un fattore importante nell’esaurimento delle risorse naturali e per la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità. Per comprendere meglio i principali fattori che contribuiscono all’impatto dell’uomo sull’ecosistema del nostro pianeta, è utile fare riferimento a uno dei modi per misurarlo. A livello molto generale, l’impatto umano dipende da 3 componenti principali: popolazione, livello di consumo e tecnologia disponibile.

La dimensione della popolazione mondiale è un fattore evidente che agisce direttamente sull’entità delle risorse utilizzate dall’uomo e anche sulla quantità di rifiuti. Allo stesso tempo, il livello medio di consumo della popolazione gioca un ruolo fondamentale: una tribù che vive nella foresta non utilizzerebbe neanche lontanamente le risorse consumate da un cittadino medio del mondo occidentale. Infine, anche la tecnologia ha un’influenza importante: la corretta applicazione delle strategie di riciclo e l’uso di energie rinnovabili possono ridurre notevolmente le risorse consumate dai moderni cittadini delle nazioni occidentali.

Impronta ecologica: la “capacità di carico” della Terra

La capacità di carico della Terra è definita come la massima popolazione che l’ecosistema può sostenere. Questo di solito si ottiene valutando le risorse disponibili per ciascun individuo in termini di ettari di terreno. Il calcolo prende in considerazione risorse come alloggio, cibo, capacità di assorbire rifiuti e CO2 e altro ancora. Calcoli recenti mostrano che ogni persona ha a disposizione circa 1,6 ettari di terra sul pianeta prima di iniziare a utilizzare risorse non sostenibili. Sfortunatamente, l’attuale impronta ecologica media pro capite è di circa 2,8 ettari di terreno, che è ben oltre il limite sostenibile. La ricerca scientifica dietro il concetto della capacità di carico è riportata nel “Millennium Ecosystem Assessment”, pubblicato dall’ONU nel 2005.

Una volta superata la capacità di carico del pianeta, la popolazione esistente non può essere mantenuta senza l’accesso a risorse non rinnovabili o utilizzando le risorse già prodotte ed accumulate di beni e servizi. Di conseguenza, il “deficit ecologico” deve essere soddisfatto utilizzando risorse accumulate in passato, come ad esempio i combustibili fossili o scorte di prodotti disponibili, o risorse prese in prestito dal futuro, sfruttando eccessivamente le foreste e la pesca.

Vale la pena notare che attualmente stiamo superando la capacità di carico principalmente a causa del consumo eccessivo delle economie più avanzate, quindi è fondamentale ridurre l’impronta ecologica di quei paesi. Ciò può essere ottenuto promuovendo l’uso di tecnologie nuove e più efficienti e implementando strategie più complete per ridurre l’impronta ecologica umana a livello locale e globale.

Sostenibilità aziendale ed imprenditoria SOSTENIBILE

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Sostenibilità aziendale

La sostenibilità aziendale mira a creare valore a lungo termine promuovendo la trasparenza e attuando una visione che comprenda la sfera sociale, etica ed economica e obiettivi ambientali ecosostenibili. In altre parole, questo richiede di pensare agli effetti a lungo termine dell’attività d’impresa sull’ambiente e sulla società piuttosto che concentrarsi solo sugli interessi economici a breve termine. Per raggiungere questo obiettivo, è necessario disporre di un piano aziendale sostenibile e impegnarsi con le parti interessate dell’azienda per attuare la strategia di sviluppo sostenibile a lungo termine.

Quanto è importante la sostenibilità aziendale?

La sostenibilità aziendale è ovviamente un aspetto molto importante per poter passare ad un’economia verde. Questo perché le grandi aziende possono avere un’enorme influenza sulla società grazie alle loro vaste operazioni e risorse. Alcune grandi aziende internazionali come Amazon, Apple o Google possono avere più risorse di alcuni piccoli stati. Il loro know-how e la loro tecnologia possono essere di grande aiuto se usati per raggiungere obiettivi di sviluppo sostenibile.

D’altra parte, abbiamo anche la società che spinge verso un business più sostenibile. Ciò costituisce un incentivo per le aziende a mostrare interesse per l’ambiente e la società in generale, perché in caso contrario perderebbero la fiducia del pubblico che hanno faticosamente guadagnato durante molti anni di attività.

La sostenibilità è una visione che molti dirigenti aziendali vorrebbero implementare per trasformare il mondo in un luogo dove tutti possano godere di una buona qualità di vita, e dove la ricchezza è più equamente distribuita. Questo assicurandosi anche di preservare il più possibile la biodiversità e l’ambiente, evitando inefficienze e sprechi di preziose risorse naturali. Si tratta di una visione per un mondo più equo e resiliente che non stia in qualche modo rubando il futuro dei nostri figli.

Infine, i fatti dimostrano che, a lungo termine, le imprese possono trarre vantaggio finanziario nell’essere più verdi e prendendosi cura del bene comune:

  • Attrarre talenti: professionisti motivati ​​e creativi valutano sempre di più l’attenzione all’ambiente dei potenziali datori di lavoro.
  • Efficienza: il miglioramento della progettazione del prodotto per aumentare l’efficienza energetica e ridurre gli sprechi può fornire risparmi e anche dare un vantaggio competitivo al prodotto finale.
  • Attrarre investimenti: il punteggo di Environment, Social and Governance (ESG) è sempre più spesso preso in considerazione da banche ed investitori quando si cerca di assicurarsi nuovi investimenti per far crescere l’azienda.

SOSTENIBILITÀ PER LE PICCOLE IMPRESE: DIFFICOLTÀ E OPPORTUNITÀ

Sviluppo sostenibile per piccole imprese

Mentre le grandi aziende possono avere le risorse e le capacità per diventare più sostenibili, per le piccole e medie imprese questo potrebbe essere più difficile. Allo stesso tempo, per raggiungere la sostenibilità, è necessario coinvolgere le PMI. Si stima che circa il 95% delle aziende nel mondo siano micro, piccole o medie imprese. Inoltre, le PMI sono anche responsabili di più della metà dei posti di lavoro, quindi il loro contributo alla società e all’economia è molto importante.

Dato il numero di piccole e medie imprese, sebbene il loro impatto sull’ambiente possa sembrare irrilevante se considerato come aggregato, hanno un impatto significativo sull’ambiente. Per questo motivo, quelle aziende devono includere la sostenibilità nella loro agenda. Tuttavia, le operazioni delle PMI sono spesso gestite in modo più informale e semplice, per questo motivo, includere anche l’impatto sull’ambiente come fattore da considerare, può essere difficile. Alcuni potrebbero anche pensare che il loro impatto sull’ambiente sia minimo o che sarebbe troppo costoso per loro implementare operazioni e produzioni sostenibili.

D’altra parte, incorporare la sostenibilità nelle PMI può avere vantaggi a lungo termine, come costi inferiori, nuove opportunità, migliore reputazione del marchio e riduzione del rischio complessivo. Con un crescente interesse per il business sostenibile da parte di grandi aziende e governi, abbracciare la sostenibilità può aiutare le PMI ad aprire nuove porte e possibilmente a far crescere il proprio business perché quelle grandi entità saranno più disposte a lavorare con loro.

Nonostante i vantaggi, per molte piccole imprese diventare più ecologiche è un compito abbastanza difficile, perché è difficile ottenere informazioni affidabili, cercare nuovi potenziali fornitori o collaborare con quelli attuali per trovare soluzioni più rispettose dell’ambiente.

Difficoltà delle piccole e medie imprese nell’implementazione dello sviluppo sostenibile

Le piccole e medie imprese, avendo meno risorse a disposizione, si trovano di fronte a maggiori difficoltà nel percorso di trasformazione necessario per raggiungere lo sviluppo sostenibile. Tuttavia, questo non significa che non ci sia nulla da fare, al contrario, le piccole e medie imprese possono fare molto più di quanto si creda.

Un esempio che sicuramente si applicherà a molte piccole imprese riguarda gli imballaggi: in alcuni casi è estremamente difficile non utilizzare la plastica, poiché le alternative potrebbero non essere prontamente disponibili ad un prezzo accessibile per piccoli ordini. Spesso è molto difficile sbarazzarsi degli imballaggi in plastica, soprattutto quando è necessario proteggere il prodotto dall’umidità e da potenziali problemi di muffa. Probabilmente con il tempo le alternative agli imballaggi in plastica diventeranno più facilmente accessibili, ma al momento questo è un argomento piuttosto impegnativo, soprattutto per le piccole imprese.

Un altro esempio è la scelta del paese di produzione: una scelta più sostenibile sarebbe quella di cercare fornitori locali, vicini alla regione dove verrà venduto il prodotto finale. Ciò ridurrebbe l’impatto delle emissioni dovute ai trasporti. Tuttavia, se il prodotto viene venduto in Europa o negli Stati Uniti, una piccola impresa farà sicuramente fatica anche solo ad entrare in contatto ed esser presa in considerazione da qualsiasi fabbrica locale di rilievo.

Inoltre, per piccoli ordini, il costo di approvvigionamento di un prodotto realizzato negli Stati Uniti o nell’Unione Europea sarebbe proibitivo per una piccola impresa. Di conseguenza, spesso le piccole e medie imprese non hanno altra scelta se non quella di reperire i loro prodotti da paesi come la Cina, l’India o altri, dove non solo gli articoli hanno un prezzo più competitivo ma dove è possibile interagire con i fornitori anche se si è un pesce piccolo.

Ciò non significa che le piccole imprese non possano fare nulla per essere più sostenibili, ad esempio i manager possono assicurarsi che i loro fornitori siano etici e trattino i loro lavoratori in modo equo. Oppure possono ad esempio accertarsi che i fornitori non utilizzino sostanze chimiche pericolose per l’ambiente eseguendo controlli di laboratorio sul prodotto finale. Queste cose hanno certamente un costo, ma a lungo termine andranno a beneficio della reputazione e della piccola impresa.

Per quanto riguarda le imprese di medie dimensioni, invece, esse hanno già risorse finanziarie sufficienti per guardare alle energie rinnovabili e riduzione delle loro emissioni. L’investimento necessario sarebbe significativo, ma aiuterà anche a ridurre i costi operativi e, in definitiva, a rendere l’azienda più efficiente nel lungo periodo.

ESEMPI DI Sviluppo sostenibile

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Sostenibilità AziendaleEsempi di Sviluppo Sostenibile
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La sostenibilità richiede, prima di tutto, un cambiamento nella mentalità dei leader aziendali e di governo verso una visione sostenibile a lungo termine che consenta la conservazione delle risorse e degli ecosistemi mondiali per le generazioni future. Ciò comporta l’ideazione e quindi l’attuazione di strategie complesse nel prossimo decennio, e, allo stesso tempo, continuare ad occuparsi anche delle sfide economiche a breve termine.

Come raggiungere uno sviluppo sostenibile? La risposta a questa domanda varia a seconda del settore dell’economia che stiamo prendendo in considerazione, perché settori diversi si trovano generalmente ad affrontare problemi diversi e ciò che si applica all’uno non è sempre applicabile all’altro. Per capire meglio esaminiamo più in dettaglio alcuni esempi di sostenibilità:

Informatica (IT): esempi di sviluppo sostenibile

L’informatica, o tecnologia dell’informazione (IT), in termini di consumo di elettricità, è responsabile di circa l’1,4% delle emissioni di CO2 nel mondo. Ma bisogna considerare anche alcuni fattori aggiuntivi riguardo l’impatto ambientale di questo settore.

Innanzitutto, come viene prodotto il dispositivo invormatico? Il dispositivo è prodotto utilizzando energia rinnovabile e materiali riciclati quando più possibile? Durante la produzione vengono rilasciate nell’ambiente sostanze pericolose? Qual è il consumo energetico del prodotto finito? Quanto è lungo il suo ciclo di vita? Il dispositivo è facile da smontare e riciclare? Sfortunatamente, i componenti fondamentali di molti dispositivi informatici contengono alcuni materiali rari o esotici che spesso sono difficili da riciclare una volta che il prodotto viene smaltito.

Ci sono molti sforzi per rendere le tecnologie digitali più verdi riguardo i loro consumi energetici, e queste sono domande importanti che dovremmo porci quando valutiamo la sostenibilità di un dispositivo elettronico. Un molta energia e risorse potrebbero essere risparmiate se il dispositivo è efficiente dal punto di vista energetico e prodotto in modo sostenibile.

Trovare il giusto equilibrio

Dati tutti i fattori in gioco, essere ecosostenibili nell’informatica significa trovare il giusto equilibrio tra avere un prodotto con un ciclo di vita sufficientemente lungo ed eventualmente passare a un nuovo dispositivo quando il salto tecnologico è abbastanza grande da giustificarne la sostituzione.

Ad esempio, senza considerare i fattori finanziari, se un nuovo server può ridurre il consumo energetico del 20% a parità di potenza di calcolo, probabilmente varrebbe la pena aggiornare il server abbastanza rapidamente. Se, invece, il guadagno di efficienza fosse solo dell’1-2%, sarebbe più sostenibile continuare a utilizzare il server che già possiedi, perché i risparmi sui consumi energetici non compenserebbero l’impatto ambientale causato dalla produzuione un nuovo dispositivo. Purtroppo questo tipo di valutazione non è sempre facile per i non esperti.

Lo stesso vale per qualsiasi altro dispositivo informatico, come smartphone o tablet. Nel caso specifico di smartphone e tablet, oggigiorno i miglioramenti effettivi da una generazione all’altra non sono più così grandi. Per l’utente medio, il ciclo di vita di uno smartphone, se ben realizzato, potrebbe facilmente essere esteso a 4-5 anni senza significativi problemi di prestazioni.

Ad esempio, ho recentemente aggiornato il mio smartphone dopo averlo utilizzato per 4 anni e, onestamente, ad esclusione della durata della batteria, non ho notato un significativo salto di prestazioni con il nuovo telefono. Quindi se ad esempio si vuole essere più sostenibili sarebbe meglio evitare di cambiare smartphone ogni due anni, perché, in genere, dal punto di vista prestazionale e ambientale, non ne vale la pena.

Esempio di migliore sostenibilità informatica: il cloud

Un altro esempio di come l’informatica possa migliorare la propria sostenibilità è rappresentato dal cloud computing. Prima dell’avvento del cloud, molti dispositivi nelle aziende venivano acquistati solo per essere utilizzati di tanto in tanto. Ma con l’avvento del cloud computing, è diventato possibile per le aziende affittare i dispositivi necessari solo per il tempo richiesto. Il cloud ha permesso di condividere e razionalizzare risorse che prima erano allocate in modo inefficiente a causa della mancanza di tale servizio.

Settore manifatturiero: esempi di produzione Sostenibile

Produzione sostenibile

La produzione sostenibile richiede che tutte le entità coinvolte nella produzione compiano scelte rispettose dell’ambiente volte a:

  • Ridurre il consumo energetico necessario per la produzione dei beni.
  • Abbassare le emissioni causate dalle attività manifatturiere.
  • Gestione e riduzione dei rifiuti.
  • Ridurre il consumo di acqua necessario per la produzione.

Il modo più efficace per raggiungere questo obiettivo è sempre quello di partire dall’inizio dell’intero processo: il design del prodotto. I designer dovrebbero tenere conto dell’intero ciclo di vita dell’oggetto, mirando a ridurre l’impatto ambientale in ogni fase. L’ingegnere progettista dovrebbe ad esempio considerare cose come:

  • Sostituzione dei materiali: dare la preferenza a opzioni meno inquinanti pur mantenendo prestazioni e competitività.
  • Prodotti facili da smontare: questo può avere un grande impatto sulla possibilità di riparare, riutilizzare e riciclare il prodotto. Massimizzare la durata dell’articolo e ridurre i rifiuti destinati alla discarica una volta esaurita la vita del prodotto.
  • Processi produttivi: privilegiare metodi di produzione meno energivori può aiutare a ridurre i consumi energetici e le emissioni delle attività manifatturiere. Il progettista dovrà anche tenere conto del fatto che diverse scelte progettuali possono avere un grande impatto sui possibili metodi di produzione tra cui scegliere.

L’aggiornamento delle macchine utilizzate per la produzione con nuovi dispositivi come ad esempio un Kinetic Energy Recovery System (KERS) può ad esempio consentire il recupero e il riutilizzo di parte dell’energia cinetica che altrimenti andrebbe sprecata. Consentire miglioramenti dell’efficienza energetica e conseguente riduzione delle emissioni.

Ulteriori miglioramenti possono essere ottenuti anche dal lato software: ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse (o sviluppo di nuove soluzioni software) per ottenere lo stesso risultato finale o migliore utilizzando meno energia o sprecando meno materiali. Questo può valere sia per un intero stabilimento di produzione, ottimizzando l’interazione complessiva di tutte le macchine coinvolte nel processo produttivo o a livello di singola macchina o utensile, ad esempio ottimizzando i passaggi necessari per produrre un particolare componente.

Queste tecnologie possono effettivamente essere applicate alla maggior parte dei settori manifatturieri, come per esempio alla moda sostenibile.

Trasporti: esempi di mobilità sostenibile

Esempio di mobilità sostenibile

Il settore dei trasporti rappresenta circa il 21% delle emissioni globali, il che rende questo settore un’area d’intervento molto importante per raggiungere la sostenibilità. La mobilità sostenibile mira a migliorare l’efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas serra generate dagli spostamenti di merci e persone. Ciò comporta anche la promozione di mezzi di trasporto alternativi, invitando le persone a camminare e andare in bicicletta, aumentando l’uso dei mezzi pubblici come alternativa all’auto privata.

Il trasporto su strada è responsabile di circa tre quarti delle emissioni mondiali legate al settore del turismo. Circa il 45% di tali emissioni sono dovute ad auto e autobus, per un totale di circa il 7% (in termini assoluti) delle emissioni mondiali di gas serra. Per questo motivo, il miglioramento dell’efficienza energetica di questo settore è un passo molto importante verso lo sviluppo sostenibile.

Esempi di trasporto sostenibile

Diamo un’occhiata più in dettaglio ad alcuni esempi di cosa possiamo fare per essere più ecologici nella nostra mobilità:

  • Cammina di più: se devi andare da qualche parte entro 2 km, pianifica una bella passeggiata per arrivarci invece di usare un macchina privata. Camminare di più non solo riduce la tua impronta ecologica, ma fa anche molto bene alla tua salute e al tuo benessere, riducendo lo stress, migliorando la funzione cardiaca e respirando aria fresca.
  • Usa una bicicletta: la bicicletta è un altro ottimo modo per muoverti in modo sostenibile. Utilizzando una bicicletta puoi raggiungere facilmente qualsiasi destinazione nel raggio di 8-10 km in un ambiente urbano e, ancora, fa anche bene alla salute. Per mantenere i cittadini al sicuro mentre vanno in bicicletta e per renderlo più conveniente, i governi devono creare le infrastrutture necessarie, come piste ciclabili dedicate o corsie preferenziali per le biciclette.
  • Usa i mezzi pubblici: se non puoi camminare o andare in bicicletta puoi sempre scegliere di usare i mezzi pubblici. Questo, rispetto all’utilizzo di un’auto privata, ridurrà le risorse necessarie per portarti a destinazione. Per incoraggiare i cittadini a utilizzare maggiormente il trasporto pubblico, gli enti locali e i governi devono dedicare la giusta quantità di risorse al settore, rendendolo più conveniente da usare.

Un discorso più specifico è invece necessaria per le auto elettriche.

Le auto elettriche

Le auto elettriche hanno il potenziale per contribuire a ridurre le emissioni e l’impatto ambientale complessivo del settore dei trasporti. Perché sto scrivendo “forse”? Ebbene, l’argomentazione semplicistica che viene solitamente avanzata da molti è che le batterie possono essere ricaricate utilizzando energia rinnovabile, quindi, di conseguenza, sono un’opzione di mobilità ecosostenibile! Ebbene, purtroppo non è così semplice, infatti:

  • L’energia rinnovabile copre solo una parte relativamente piccola dell’elettricità attualmente prodotta e che utilizzerai per caricare la tua auto elettrica.
  • Le energie rinnovabili sono spesso indicate come la soluzione ai combustibili fossili ma purtroppo non ci sono sufficienti fonti rinnovabili. Sì, possiamo e dobbiamo assolutamente utilizzare più energie rinnovabili, ma anche se si potesse attingere a tutte le fonti rinnovabili disponibili nel mondo, agli attuali tassi di consumo nel mondo, rimarremmo al buio dopo soli 6 mesi. Quindi, a meno che non riduciamo della metà il nostro consumo energetico (difficilmente fattibile), le rinnovabili non possono essere l’unica soluzione al problema.
  • La tecnologia attualmente disponibile per le batterie non è ancora sufficiente per ottenere una mobilità sostenibile a causa di: durata relativamente breve della batteria, notevole impatto ambientale delle operazioni minerarie aggiuntive necessarie per ottenere i metalli necessari, grandi quantità di batterie esauste che dovrebbero essere smaltite.

Questo significa che le auto elettriche non sono un’opzione praticabile per raggiungere lo sviluppo sostenibile? No, significa solo che le tecnologie giuste non sono ancora disponibili, ma, si spera, ci arriveranno presto. Ad esempio, stanno arrivando importanti progressi nella tecnologia delle batterie: consentendo di estendere la durata delle batterie tanto quanto il ciclo di vita del veicolo stesso. Un’altra tecnologia attualmente in fase di ricerca potrebbe consentire di caricare le batterie in modo super veloce: in pochi minuti anziché in ore. Infine, sono in corso ulteriori ricerche su materiali alternativi e più ecologici per le batterie e anche per aumentare ulteriormente la loro capacità di immagazinare energia.

Un’altra alternativa potrebbe essere l’idrogeno, ma l’infrastruttura necessaria sarebbe molto costosa e, soprattutto, l’idrogeno ha bisogno di elettricità per essere prodotto (cioè è solo un modo relativamente conveniente per immagazzinare energia, non si tratta di una fonte energetica).

Per quanto riguarda le fonti energetica, esistono già alcune alternative prive di emissioni di gas serra. Tuttavia, tali alternative implicano l’uso dell’energia nucleare, che, allo stato attuale di questa tecnologia, è una fonte non rinnovabile e produce rifiuti nucleari pericolosi come sottoprodotto. Forse in futuro la nuova tecnologia nucleare consentirà la riduzione delle scorie nucleari prodotte o, meglio ancora, se riuscissimo a trovare un modo per utilizzare la fusione nucleare, potremmo finalmente avere a nostra disposizione una fonte di energia illimitata e pulita.

In conclusione, molte ricerche sono ancora in corso e, si spera, saremo presto in grado di raggiungere una mobilità più sostenibile grazie anche alle auto elettriche.

Agricoltura sostenibile: esempi di sostenibilità nella produzione alimentare

Esempio di agricoltura sostenibile

Agricoltura sostenibile significa prendersi cura delle risorse naturali, degli ecosistemi e della biodiversità su cui le aziende agricole fanno affidamento per produrre cibo. Ciò comporta cose come la promozione della biodiversità e della fertilità del suolo, la riduzione al minimo dell’inquinamento e la gestione adeguata del consumo di acqua. L’idea fondamentale per raggiungere questo obiettivo è quella di gestire l’azienda agricola come un vero e proprio ecosistema: noto anche come agroecologia.

Seguendo questo concetto fondamentale, possiamo trovare alcuni esempi di pratiche volte a migliorare la sostenibilità in agricoltura, come ad esempio:

  • Integrazione degli animali nella produzione di vegetali: negli ecosistemi naturali, animali e vegetazione convivono insieme con vantaggi reciproci. Gli animali vengono nutriti mentre le piante vengono fecondate. Ciò contribuisce ad arricchire e fertilizzare naturalmente il terreno. Nell’agricoltura industriale tradizionale, invece, il bestiame è generalmente tenuto lontano dai campi coltivati. Secondo recenti studi, l’integrazione intelligente tra allevamento e produzione agricola può contribuire a migliorare l’efficienza delle aziende agricole, rendendole più sostenibili e redditizie.
  • Rotazione delle colture: può comportare sia la coltivazione contemporanea di più colture sullo stesso terreno (consociazione) sia la rotazione annuale delle colture. Come risultato della rotazione delle colture si ha anche una quantità ridotta di parassiti e il terreno viene arricchito di sostanze nutritive. Queste tecniche sono molto antiche in quanto erano già utilizzate ben prima dell’inizio dell’agricoltura industriale, che invece si basa sull’uso massiccio di pesticidi e fertilizzanti chimici.
  • Gestione integrata dei parassiti (IPM): questo può essere ottenuto con metodi naturali che non prevedano l’uso di pesticidi inquinanti. Un modo per farlo è ad esempio introducendo nell’ecosistema delle colture specie animali predatrici di parassiti che possono affliggere una specifica pianta.
Mantide religiosa: un esempio di insetto benefico utilizzato nella gestione integrata dei parassiti
Mantide religiosa: un esempio di insetto benefico utilizzato nella gestione integrata dei parassiti

Questi sono solo alcuni esempi di sostenibilità in agricoltura, l’argomento è ovviamente molto complesso e ci sono molti altri passi da fare per raggiungere l’obiettivo desiderato.

IL PERCORSO VERSO Lo sviluppo sostenibile

il percorso verso lo sviluppo sostenibile

Da questa introduzione allo sviluppo sostenibile, è chiaro che il percorso verso la sostenibilità è ancora lungo, complesso e molto specifico per ogni settore dell’economia. Tuttavia, la ricompensa per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile e il riallineamento dello sviluppo umano con l’ambiente sono enormi.

Il punto di partenza di ogni rivoluzione è sempre un’idea: la sostenibilità sta diventando sempre più centrale nelle coscienze delle persone e soprattutto nelle imprese e nelle politiche di governo. Grazie a questo, si stanno compiendo importanti progressi in tutti i settori necessari. Qualcuno potrebbe dire che ciò che si sta facendo non è abbastanza, ma, d’altro canto è invece chiaro che l’umanità ha finalmente iniziato questo viaggio e questo è un passo fondamentale per raggiungere l’obiettivo finale.

Nel frattempo, sono in corso molte ricerche ecologiche e si stanno sviluppando molte nuove importanti tecnologie per aiutare l’umanità a diventare più rispettosa dell’ambiente. Ogni giorno attingiamo sempre di più alle energie rinnovabili, sviluppiamo prodotti più efficienti dal punto di vista energetico, miglioriamo le nostre capacità di riciclare e molto altro ancora. Grazie a questo e ad altri passaggi, il mondo sta lentamente cambiando e l’umanità sta diventando più consapevole di questi argomenti. Quindi, potremmo essere ancora lontani dallo sviluppo sostenibile , ma siamo già sulla strada giusta, tutto ciò che dobbiamo fare è accelerare i nostri passi per arrivare il prima possibile al traguardo!

REFERENZE